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Un vademecum per viaggiare senza difficoltà 

Quante sono le persone disabili che si spostano per ragioni di turismo? Per rispondere a questa domanda, l’Enea (Ente nazionale energie alternative) ha realizzato il progetto “Tecnologie per la Qualità della Vita", con il contributo finanziario del Ministero dell'Industria, utilizzando poi i dati per realizzare il sito Italia per tutti.

«È emerso che i turisti italiani "con esigenze speciali" (disabili e anziani, ma anche, ad esempio, celiaci e altre persone con difficoltà alimentari, con necessità di stanze ipoallergiche, ecc.) che oggi già viaggiano, sono circa 900mila», afferma Claudio Paretti, direttore del progetto, «e altri 500mila circa sarebbero pronti a viaggiare se ci fossero condizioni adeguate. Ciò in realtà corrisponde a un totale di almeno 3 milioni di turisti, dato che le persone con esigenze speciali spesso viaggiano con accompagnatori».

Secondo un altro studio che ha coinvolto l’intera l'Unione Europea, i cittadini a ridotta mobilità sono tra i 60 e gli 80 milioni. Fra loro, la stessa indagine identifica un bacino potenziale di 36 milioni di turisti con bisogni speciali in Europa, dei quali oggi solo 5 milioni viaggiano abitualmente. Vi sono dunque oltre 30 milioni di persone che non si muovono soprattutto perché mancano offerte e strutture adeguate. Senza contare gli anziani ultrasessanticinquenni, che nel 2010 rappresenteranno il 25 per cento dell'intera popolazione mondiale.

Ma quali sono le esigenze di questi viaggiatori? In che modo vengono soddisfatte dall'offerta attuale? «L'80 per cento di loro», risponde Paretti, «ha un solo tipo di "esigenza speciale". Per esempio, ha bisogno che nelle vicinanze ci siano strutture sanitarie, oppure necessita di mezzi di trasporto idonei, o deve alimentarsi con una dieta specifica. Si tratta di ottimi clienti: persone disposte a spendere di più, le cui vacanze durano più a lungo e non sono concentrate esclusivamente nei mesi di alta stagione. Si stima che l'incremento previsto è del 2,5 per cento e che, se ci fossero interventi pubblici mirati al miglioramento dei servizi, questa cifra potrebbe salire a oltre il 7 per cento».

Dalla ricerca Enea sono anche emersi alcuni punti di debolezza dell’organizzazione turistica nei confronti dei disabili: in particolare, nel settore dell'accoglienza (27 per cento), dei servizi (15 per cento) o dei trasporti (12 per cento), mentre solo il 10 per cento dei problemi ha riguardato l’accessibilità vera e propria.
di Barbara Gulminelli


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