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Quasi 10 milioni di italiani vittime del mal
di schiena. Ancora più numerosi i nostri connazionali colpiti da
torcicollo e dolori agli arti superiori. Se il disturbo non passa con i
farmaci o con la riabilitazione, è necessario entrare in sala
operatoria. Quando, infatti, il dolore è causato da un'innaturale
mobilità delle vertebre, la soluzione è l'artrodesi, tecnica che
blocca i segmenti 'instabili' della colonna vertebrale. Quest'intervento
è al centro del Corso internazionale che riunisce, oggi e domani
all'Università Cattolica di Roma, ben 200 neurochirurghi europei.
"L'artrodesi - spiega Massimo Visocchi, ricercatore di
neurochirurgia alla Cattolica e coordinatore del corso - permette di
curare l'instabilità della colonna vertebrale dovuta a traumi,
fratture, tumori delle ossa, malattie genetiche, malformazioni, artrite
reumatoide e artrosi. In casi selezionati - precisa - si ricorre a
questa tecnica: quando cioè l'instabilità è tale da rendere
necessaria la fissazione chirurgica". Innanzitutto, si 'costruisce'
un'impalcatura metallica: "fili, barre e viti - prosegue Visocchi -
sono inserite nelle articolazioni, 'ancorando' così le strutture ossee
portanti. Per far reggere nel tempo quest'impalcatura, sopra un
costrutto di titanio si sistema una parte d'osso prelevata dal bacino
del paziente, in modo che nei mesi successivi all'intervento si fonda
con la struttura metallica". L'operazione può durare dalle 3 alle
8 ore nei casi più complessi. Il paziente torna a casa dopo una
settimana: per 3-4 mesi dovrà indossare un collare o un bustino,
consigliato dagli specialisti "per prudenza". "Si opera
l'osso - sottolinea il ricercatore - ma questo intervento serve a
preservare le funzioni nobili del sistema nervoso centrale. Ecco perchè
per eseguirlo è necessario un neurochirurgo spinale, una super
specialità multidisciplinare: non tutti i neurochirurghi o tutti gli
ortopedici possono farlo". Per lo stesso motivo, l'artrodesi viene
effettuata solo in centri selezionati e altamente specializzati, ancora
pochi in Italia.
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