Una problematica importante che
riguarda la colonna vertebrale e le articolazioni che in
essa si inseriscono sono i deficit legati alla postura. Il
problema della postura non è solo la semplice alterazione
della posizione del corpo o del modo di camminare, che a
volte si nota in certi pazienti affetti dalle più svariate
patologie, ma difetti di postura anche rilevanti si
possono evidenziare anche in soggetti sani.
La postura infatti è un meccanismo
molto fine e complesso che si può alterare anche per
piccoli deficit della colonna vertebrale, e una piccola
alterazione può essere il segno di un adattamento ad un
problema che può diventare un dolore sordo alla colonna
lombare o al collo negli anni successivi
(figura 1).
La postura corretta e il suo
mantenimento, che sono sostanzialmente un binomio
neurofisiologico non scindibile, sono lo “strumento” che
usa il nostro corpo per permetterci una infinita serie di
azioni nella vita di relazione. Si pensi solo che quando
abbiamo un attacco di vertigine benigna (che molti
purtroppo conoscono come labirintite) e il nostro sistema
regolatore principale dell’equilibrio non funziona non
possiamo più muoverci da un letto, ci è praticamente
impedito tutto; dalla capacità di lettura alla possibilità
di fare due passi per andare in una stanza.
La postura è il risultato di due tipi
di flussi di informazioni: centrali e periferici. Quelli
centrali sono quelli generati dalla vista e dal sistema
dell’equilibrio nell’orecchio interno, e quelli periferici
sono costituiti dal flusso d’informazioni che giunge al
cervello dalla periferia del corpo e comunicano quanto i
muscoli sono contratti o in che posizione è una gamba
nello spazio: se sollevata o se spostata rispetto al
baricentro. La postura è fatta da questo insieme di
informazioni che viene elaborato a livello del cervello
per avere sostanzialmente due tipi di risposte: o la
stazione (cioè stiamo fermi e correggendo al posizione)
oppure il movimento. Ma il sistema posturale ha anche il
compito di anticipare il movimento o la stazione e farci
prevedere quando, quali e quanti muscoli dovremo contrarre
o rilasciare.
La corretta postura fa sì che quando
siamo in piedi davanti ad una vetrina e i nostri muscoli
ci fanno stare nella posizione voluta, sono contratti solo
i muscoli delle gambe e della colonna che sono sufficienti
a mantenere la posizione, e certamente non tutti i muscoli
contemporaneamente della colonna e della gambe.
Questo complesso sistema deve quindi
funzionare sempre al meglio e viene continuamente
aggiornato. Se in questo meccanismo si hanno anche delle
piccole discrepanze dovute a lesioni osteoarticolari della
colonna, che alterano la deambulazione o la postura, a
causa di lievi scoliosi o altre alterazioni delle
articolazioni delle vertebre, allora avviene che
immediatamente il sistema compensa con contrazioni di
aggiustamento dei muscoli vertebrali, che devono
istantaneamente mantenere il baricentro del corpo in
posizione costantemente corretta.
A lungo andare può quindi avvenire che
queste alterazioni diventino croniche, che i muscoli e le
articolazioni vertebrali non riescano più a essere
sufficientemente elastici, e quindi possono dare origine a
processi infiammatori cronici, da cui infine scaturisce il
dolore vertebrale cronico
(figura 2).
Purtroppo è solo a questo punto che il
paziente cerca il medico per correggere con la
manipolazione vertebrale le alterazioni articolari, quando
invece attraverso la valutazione della postura sarebbe
possibile valutare in anticipo i deficit osteoarticolari e
con le manipolazioni vertebrali correggere e gli squilibri
prima che si formino i processi infiammatori cronici
tipici del dolore vertebrale cronico, che stanno
diventando un problema sempre più diffuso nella
popolazione occidentale anche in giovane età.
(l'autore è responsabile
dell'Ambulatorio di Chiroterapia del Centro Clinico di
Medicina Naturale della Asl 11 di Empoli)