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I quarantenni obesi vivono sette anni di meno

L’«epidemia» di obesità in atto nel mondo occidentale rischia di produrre danni maggiori di quelli del fumo sulla salute delle popolazioni.
E’ questo lo sconcertante risultato di un nuovo studio che per la prima volta è riuscito a dimostrare come la vita sedentaria e l’indulgenza in tavola uccidono quanto le sigarette.
STUDIO - «I dati sono ben più drammatici di quanto non ci aspettassimo», ha commentato Luc Bonneux, uno degli autori della ricerca condotta dall’ Erasmus Medical Center e dall’Università di Groninga e pubblicato sugli Annals of Internal medicine . I ricercatori olandesi hanno esaminato i dati raccolti tra il 1948 e il 1990 su un campione di 3.457 volontari tra i 28 ed i 62 anni a Framingham in Massachusetts, analizzando per la prima volta non solo gli effetti del grasso sulle aspettative di vita degli obesi veri e propri, ma anche su quelle degli individui finora ritenuti in lieve sovrappeso.
Oltre a contribuire allo sviluppo di malattie letali quali disturbi cardiaci, ictus, tumori e diabete - proprio come il fumo - il grasso priva gli individui che ne sono affetti di svariati anni di vita.
MEZZA ETA’ - Il fattore «ciccia» colpisce a partire dalla mezza età. «Se sei obeso a 40 anni vivi circa sette anni in meno - spiega lo studio -; se sei sovrappeso ti accorci l’esistenza di almeno tre anni».
Per «sovrappeso» si parla di un indice di massa corporea tra 25 e 29,9; per «obeso» di un indice superiore a 30.
L’indice si ottiene dividendo la massa corporea per l’altezza. Una donna di quarant’anni, alta 166 centimetri che pesi all’incirca 67 chili viene pertanto considerata «sovrappeso» dagli scienziati, secondo cui la sua aspettativa di vita diminuisce di tre anni rispetto alla media. Se la stessa donna fosse obesa, ossia pesasse circa 80 chili, la durata della sua esistenza diminuirebbe di circa sette anni.
Leggermente più rosea la prospettiva per il sesso forte. Un uomo della stessa età che sia solo sovrappeso avrà una diminuzione identica nell’aspettativa di vita - tre anni - ma nel caso egli sia obeso, il crollo dell’aspettativa di vita è lievemente inferiore: il maschio obeso camperà circa 5,3 anni meno del coetaneo smilzo.
COMBINAZIONE LETALE - L’abbinamento più pericoloso di tutti è mangiare e fumare insieme. Le donne obese e fumatrici muoiono in media 7,2 anni prima rispetto alle fumatrici non in sovrappeso e 13,3 prima delle non fumatrici in forma. Per gli uomini obesi e col vizio del fumo la vita si accorcia in media di 6,7 anni rispetto ai coetanei normopeso e di 13,7 anni paragonati ai soggetti in forma e non fumatori. E a complicare le cose è il fatto che, come per il fumo, anche le diete tardive spesso non bastano.
Chi ingrassa sin da giovane, secondo lo studio, accresce i rischi per la salute e la durata della vita. «Questo studio dimostra che se un soggetto è in sovrappeso in questo periodo della vita, anche se poi dimagrisce, rimane ad alto rischio di morte precoce - commenta Serge Jabbour, direttore della clinica del dimagrimento al Thomas Jefferson University Hospital di Philadelphia -. Il messaggio è che bisogna preoccuparsi per tempo della propria linea».
Negli Stati Uniti, dove l’obesità ha raggiunto livelli epidemici colpendo quasi i due terzi della popolazione e un numero impressionante di giovanissimi, la ricerca olandese ha avuto un’eco enorme. Le autorità sanitarie che da anni esortano i cittadini a mettersi a dieta, pensano di usarla per lanciare nuove campagne all’insegna dello slogan: «Magri si vive più a lungo».
Ma secondo gli esperti interpellati dai media, la soluzione del problema è molto semplice. «Se volete una vita lunga e sana - spiega il dietologo Tom Milkan -, mangiate di meno e non fumate».

si ringrazia Merqurio

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