Lipoaspirazione anche per il seno? Sì, a patto che
venga però utilizzata per riduzioni contenute. Questo nuovo approccio
chirurgico trova il benestare dell’autorevole American Society for
Aesthetic Plastic Surgery e anche in Italia sta riscuotendo ampi
consensi.
Oltre all’addome, alle cosce,
ai glutei, alle braccia, alla schiena - ma anche al viso e al collo - la
lipoaspirazione approda anche al seno, ma secondo determinate
condizioni: che la riduzione non sia particolarmente eccessiva e che la
cute sia adeguatamente elastica da adattarsi ai nuovi volumi raggiunti.
La lipoaspirazione del seno – un tempo ritenuta impensabile – si sta
diffondendo sempre più oltreoceano, tanto che nei soli Stati Uniti una
considerevole percentuale dei circa 90mila interventi annui di
mastoplastica riduttiva è rappresentata dalla “riduzione del seno per
mezzo della sola liposuzione”. Una metodica – a detta della commissione
di chirurgia mammaria dell’ASAPS (American Society for Aesthetic Plastic
Surgery) – particolarmente sicura e valida per una selezionata categoria
di pazienti, ovvero per quelle donne che desiderano un moderato
ridimensionamento del volume del proprio seno.
I vantaggi dell'aspirazione
chirurgica
Una considerevole porzione di tessuto mammario è
costituita da grasso. Se il volume del seno non è eccessivo, si può
pertanto ridurre la massa adiposa ricorrendo alla sola tecnica di
lipoaspirazione, meno invasiva del tradizionale intervento di
mastoplastica riduttiva (che prevede anche l’asportazione di parte della
ghiandola mammaria). La lipoaspirazione del seno offre senza dubbio
vantaggi non indifferenti anche sul piano “estetico”, sia per quanto
riguarda il rimodellamento in volume, forma e simmetria del seno, sia
per quanto riguarda la visibilità delle cicatrici, irrilevante grazie
alle minime incisioni praticate con il laser. L’intervento viene
realizzato in anestesia locale (accompagnata da sedazione) senza
necessità di ricovero. Non prevede l’inserimento di drenaggi e richiede
un processo di guarigione notevolmente ridotto rispetto alla
mastoplastica.
La lipoaspirazione del seno non è tuttavia la
scelta migliore per tutte le pazienti con iperplasia. “Al contrario –
precisa il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia
plastica a Padova – per la maggior parte di esse, l’intervento
tradizionale di mastoplastica riduttiva risulta ancora la migliore
soluzione”.
Requisiti richiesti
Per sottoporsi all’intervento di lipoaspirazione
del seno, la paziente dovrà presentare le seguenti caratteristiche:
- Buono stato di salute generale
- Cute adeguatamente elastica
- Consapevolezza di poter ottenere una riduzione non eccessiva del
volume mammario
L’intervento può essere praticato anche
monolateralmente, qualora ci fosse ad esempio un’evidente asimmetria tra
le due mammelle. La lipoaspirazione viene programmata su misura, tenendo
conto delle dimensioni del seno attuale, delle caratteristiche cutanee
della paziente e delle sue aspettative, che dovranno comunque essere
realistiche. Da sottolineare, infine, che l’aspirazione chirurgica del
tessuto adiposo del seno è un intervento irreversibile: una volta
realizzato, non si potrà far marcia indietro (a meno che non si ricorra
ovviamente all’inserimento di una protesi mammaria!). Prima di agire,
meglio quindi essere certe di preferire un seno di una o due taglie in
meno e di essere sicure di non pentirsene in futuro.
Non solo per estetica
La riduzione chirurgica del volume mammario non ha
solo fini estetici. Un seno che si è sviluppato eccessivamente può
comportare – oltre a comprensibili disagi psicologici e nelle relazioni
intime - fastidiosi disturbi fisici (come mal di schiena, dolori
articolari, scoliosi) imputabili alle dimensioni e al peso delle
mammelle.
Un intervento da non prendere
alla leggera
Mini-invasivo, ma non per questo da sottovalutare.
La lipoaspirazione del seno può sembrare un intervento più semplice
rispetto alle altre tecniche di riduzione mammaria ed in effetti per
molte caratteristiche lo è. Prima di sottoporsi all’intervento è bene
tuttavia sapere che anche questa tecnica chirurgica - oltre agli
indiscutibili benefici – presenta i suoi limiti (ad esempio non può
essere realizzata in presenza di una cute non sufficientemente
elastica). Prima di intervenire, vengono di prassi prescritti alcuni
esami clinici che accertino il buono stato di salute generale della
paziente (tra cui esami del sangue ed elettrocardiogramma). “Per la
sicurezza della paziente e il successo del risultato – tiene a precisare
il dottor Carlo Alberto Pallaoro – si raccomanda ad ogni modo di
affidarsi ad un chirurgo specializzato in chirurgia plastica e di
comprovata esperienza.”
Il post chirurgia
Eseguita la lipoaspirazione, viene applicato sul
seno un bendaggio compressivo, rimovibile – assieme ai punti di sutura -
a distanza di circa una settimana. Eliminata la medicazione, è normale
notare sul seno un leggero gonfiore (edema) e la presenza di alcune
ecchimosi. In questo caso, per accelerare il processo di guarigione,
viene consigliato un ciclo di linfodrenaggio manuale e l’uso di un
reggiseno contenitivo per almeno un mese. Fino a che il seno non
ritornerà alle sue normali condizioni, meglio evitare di esporlo al
sole. Dopo di che, via libera, anche al topless più audace!
Quando la sola lipoaspirazione
non basta
Se il volume del seno è eccessivo (iperplasia/gigantomastia)
la riduzione attraverso la sola tecnica di lipoaspirazione non consente
il raggiungimento di un apprezzabile risultato estetico. In questo caso
si dovrà necessariamente ricorrere al tradizionale intervento di
mastoplastica riduttiva, realizzata con tecniche diverse, valutate dal
chirurgo a seconda delle caratteristiche del seno e del risultato che si
desidera ottenere. “La tecnica più frequente – spiega il dottor Carlo
Alberto Pallaoro - prevede tre incisioni: una attorno all’areola, una
che dall’areola raggiunge il solco mammario, una lungo il solco
sottomammario. Attraverso queste incisioni viene ridotta la ghiandola,
asportata la cute in eccesso, ridotta eventualmente l’areola (che nei
grandi seni “si stira”) e riposizionato il capezzolo”.