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La
salute dei capelli
Calvizie:
non solo un problema estetico
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La calvizie
tormenta oltre 11 milioni di italiani, circa il 30% del lavoro dei
dermatologi italiani consiste nel salvaguardare la salute dei
capelli; questi i dati di una recente statistica. A soffrirne sono
soprattutto gli uomini, colpiti dall'alopecia androgenica, ma
anche il numero di donne è in forte aumento, la causa? Lo stress.
Le cure, efficaci e non, sono in continua evoluzione, in
Pennsylvania si stanno analizzando i meccanismi molecolari che
regolano lo sviluppo della chioma e la clonazione dei capelli;
sempre negli USA si sta sperimentando un nuovo farmaco, la
dutasteride, un inibitore specifico della 5-alfa redattasi,
l'enzima che trasforma il testosterone in deidrotestosterone, il
vero colpevole della caduta dei capelli.
A differenza della finasteride, la pillola anticalvizie
attualmente in vendita, il nuovo farmaco pare in grado di inibire
entrambi gli enzimi (1 e 2) coinvolti nella trasformazione del
testosterone in deidrotestosterone.
La dutasteride, ancora in fase sperimentale, pare avere come
effetti collaterali disfunzioni sessuali, comunque non
trascurabili. Si stanno, inoltre, perfezionando sempre di più le
tecniche operatorie per il trapianto dei capelli.
Calvizie:
non solo un problema estetico
Studi
effettuati, in America, presso il National Health and Nutrition
Examination Survey, hanno evidenziato che gli uomini over45 privi
di capelli nella regione frontale e superiore del capo, hanno il
36% delle probabilità in più di avere un attacco cardiaco, anche
se non necessariamente fatale, rispetto ai capelloni. Responsabile
di tutto ciò sarebbe il testosterone, anche se resta da accertare
se il problema sia causato dagli elevati livelli di quest'ormone
maschile o da una certa sensibilità all'ormone da parte di alcuni
soggetti rispetto ad altri. Non a caso, a detta dei ricercatori,
le persone che hanno subito una castrazione raramente presentano
problemi di calvizie. Il testosterone, pero', sarebbe al centro di
un ulteriore accertamento da parte dei ricercatori che hanno
riscontrato nei calvi un'insorgenza maggiore del 50% di cancro
alla prostata rispetto a chi non ha problemi in tal senso. Il
tutto sarebbe confermato dal fatto che, bloccando la produzione di
quest'ormone tramite orchiectomia, si riesce a debellare il male.
Questi primi risultati hanno spinto i ricercatori ad utilizzare il
finasteride non solo per contrastare la calvizie, ragione per cui
ne e' stata approvata la commercializzazione qualche anno fa, ma
per cercare in primis di prevenire questo tipo di cancro.
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