|
|
|
|||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
La dislessia è un disordine del linguaggio scritto caratterizzato da una capacità di lettura sostanzialmente al di sotto di quanto ci si dovrebbe aspettare considerando l’età anagrafica del soggetto, la valutazione psicometria dell’intelligenza, e un’educazione scolastica adeguata all’età. Queste difficoltà di lettura possono essere di due tipi: evolutive o acquisite. Il termine “dislessia acquisita” fa riferimento ai disturbi di lettura che occorrono in seguito ad un danno cerebrale in persone le cui abilità di lettura erano, prima del danno subito, normali. Anche la dislessia acquisita può essere riscontrata sia negli adulti che nei bambini. Con il termine “dislessia evolutiva”, invece, si fa riferimento al disturbo di lettura proprio di persone che non hanno mai imparato a leggere correttamente e non, come si potrebbe pensare, al disturbo riscontrabile nei bambini. In questo senso, la dislessia evolutiva può essere diagnosticata in un bambino quanto in un adulto presente nel 4% circa della popolazione scolastica. Per lungo tempo si è sostenuto che la dislessia evolutiva fosse un disturbo più frequentemente maschile, con un’incidenza che può raggiungere anche l’80% di uomini sulla popolazione dei dislessici. Tuttavia, questo dato potrebbe essere in parte il risultato di una modalità della segnalazione dei soggetti con disturbi d’apprendimento. I maschi, avendo spesso comportamenti più dirompenti rispetto alle loro compagne, vengono segnalati dagli operatori scolastici con maggior frequenza. Quando la valutazione diagnostica è più attenta e si basa più su rigorosi criteri diagnostici che sulle segnalazioni della scuola o dei familiari l’equilibrio tra maschi e femmine è maggiore. Per quanto riguarda l’incidenza della dislessia acquisita non ci sono differenze tra maschi e femmine. in genere viene diagnosticata durante gli ultimi anni della scuola materna o i primi della scuola elementare, quando inizia l’insegnamento formale della lettura e della scrittura. Se il quoziente intellettivo del bambino è alto, la diagnosi a quest’età può essere complicata dall’abilità del bambino di “funzionare” al livello della classe, ritardando la diagnosi fino alla quarta-quinta classe elementare. I bambini non possono “guarire” dalla dislessia, anche se possono migliorare le loro abilità di lettura, inoltre far ripetere un anno scolastico o forzare il bambino dislessico a leggere molto o ad alta voce di fronte alla classe non migliora la situazione, anzi può far nascere nel bambino sentimenti di frustrazione. si ringrazia www.neuropsy.it |
|