
Il cancro al
seno fa sempre meno vittime
Mortalita' in Italia ridotta del 10% in 5 anni:
funzionano screening e terapie post-operatorie
Di tumore alla mammella si muore meno, 1-2%
allanno, un fenomeno che da oltre un decennio
accomuna tutto lOccidente, dagli Stati Uniti. E
adesso se ne conosce con esattezza anche il
motivo grazie a una ricerca, condotta in America
e in Europa, che mette fine alla lunga polemica
sui meriti tra partito della prevenzione e
partito delle terapie. Due elementi altrettanto
importanti: la riduzione della mortalita e
dovuta per il 46% alla diffusione degli
screening preventivi e per il 54% alle
migliorate terapie post-operatorie.
Appena anticipata dal New England Journal of
Medicine, la presentazione della ricerca sarà al
centro del simposio Attualità in senologia, in
programma a Firenze (16-19 novembre, Palazzo dei
Congressi) e organizzato dalla Società italiana
di senologia e dalla Scuola italiana di
senologia, con il patrocinio dellIstituto
toscano tumori. Oltre 1.500 i partecipanti, tra
cui esperti italiani e stranieri, personale
paramedico, rappresentanti di istituzioni,
associazioni femminili, volontariato.Per le
donne - ha detto Luigi Cataliotti, chirurgo
oncologo dellazienda ospedaliera universitaria
di Careggi e presidente della Società europea di
senologia - il tumore della mammella è anche in
Italia il pericolo numero uno. Ogni anno si
contano 35 mila nuovi casi e 10 mila decessi,
mentre cresce lesercito delle pazienti viventi
(350 mila). La proporzione dei tumori precoci
accertati varia molto da regione a regione a
seconda dei programmi di screening sul
territorio: è circa il 30% nel Sud contro un
valore medio nazionale del 46,6%. Peraltro cè
ancora molto da fare per garantire una
sopravvivenza migliore.
Oggi, ad esempio, in media il 61,1% dei casi e
trattato con interventi conservativi, con minimi
del 48,1% e massimi del 73,1% a seconda dellarea.Come
sarà ben documentato al congresso - ha aggiunto
Cataliotti - latteggiamento terapeutico più
conservativo si estende grazie anche alla
tecnica del linfonodo sentinella e della
chirurgia oncoplastica, che pur asportando del
tutto il tumore rispetta maggiormente laspetto
estetico della paziente.
Nel campo della diagnosi il congresso presenterà
i risultati di uno studio promosso dal National
Cancer Institute (Usa) e quelli acquisiti nel
corso del programma di screening toscano (oltre
10.000 donne esaminate, una delle prime
esperienze a livello mondiale), che rispetto
alle tecniche convenzionali conferma la
straordinaria efficacia della mammografia
digitale (qualità dellimmagine, facilità di
archiviazione, accuratezza diagnostica,
automazione dei referti, etc). Allincontro
prenderà parte anche il premio Nobel per la
chimica Paul Crutzen, oltre a numerosi
ricercatori italiani. Il convegno è patrocinato
dai ministeri degli Affari regionali, delle
Politiche agricole e forestali, dellIstruzione,
università e ricerca, degli Affari esteri,
dellAmbiente e della tutela del territorio.
si ringrazia ADNKRONOS
|
|
  |