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Ciucciotti ora più sicuri
Nuove regole europee fissano criteri precisi per la solidità e l’atossicità degli oggetti destinati alla puericultura

 

 

In Italia sono entrate in vigore (febbraio 2005) le nuove norme
europee sulla sicurezza di ciucci, tettarelle e biberon (anche se una parte dei produttori già si atteneva agli stessi principi).
Tra le novità, le più significative riguardano la resistenza alla lacerazione e l’assenza di sostanze sospettate di tossicità.
Altro elemento importante: l’estensione delle regole anche ad altri articoli di puericultura, quali posate, piatti e bicchieri di plastica e altri accessori destinati all’alimentazione dei piccoli.
Le norme sono chiare: i ciucci e gli altri oggetti devono essere realizzati con materiali idoneo al contatto con gli alimenti, non devono rilasciare sostanze di sapore sgradevole o cedere sostanze nocive.
Vale la pena sottolineare che questi aspetti relativi alla sicurezza, ritenuti scontati dalla maggior parte dei genitori, non erano affatto garantiti sino a qualche anno fa.
Basti pensare che fino ad ora era consentita la presenza, anche se minima, di componenti come gli ftalati, "am
 nuovi aspetti, le norme ribadiscono i precedenti divieti in merito alla presenza di bordi taglienti, punte e parti removibili.
La «prova dentino»
Per quanto riguarda i ciucciotti i nuovi test di laboratorio prevedono, per esempio, la “prova dentino”: simulando il comportamento di un neonato, si verifica la resistenza del ciuccio alla lacerazione e alla morsicatura.
Previsto anche un test di torsione che consiste nell’arpionare con un finto dentino la tettarella e nel farla ruotare 250 volte in senso orario e 250 volte in senso antiorario. La prova si considera superata se alla fine non si notano lacerazioni, oppure segni di usura.
Altri controlli vengono fatti sull’anellino collegato al ciuccio: le norme prevedono standard precisi per evitare che le dita del neonato possano restare intrappolate.
Anche lo scudo di plastica posto tra la tettarella e l’anellino deve avere almeno due fori, in modo da consentire la respirazione in caso d’ingestione accidentale.
 

Nessun residuo

Vietato poi, come si è detto, qualsiasi tipo di cessione di sostanze indesiderate, come metalli pesanti (piombo, cadmio, cromo, mercurio e antimonio).
Le stesse regole valgono per i residui della lavorazione della gomma, nitrosammine, mercaptani e antiossidanti.
Gli articoli al silicone, in genere di colore bianco, oppure in gomma naturale, non devono invece contenere residui di composti organici volatili.
«Le nuove norme - spiega Massimo Sirotti della commissione UNI che segue il settore puericultura - segnano un passo in avanti. Ora le regole sono senza dubbio più precise e severe: di conseguenza forniscono più garanzie al consumatore».

 

si ringrazia Roberto La Pira

corriere.it

 

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