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Dormire bene riduce rischio
d'infarto e depressione
 
il 21 marzo si celebra la giornata del dormire bene. Gli esperti consigliano di non sottovalutare l'importanza del riposo. Dormire male aumenta il rischio d'infarto e depressione
 
Milano, 17 marzo 2006 - E' noto a tutti che riposare bene aiuta a vivere meglio. Ma addirittura gli esperti hanno scoperto che dormire male può far aumentare di tre volte il rischio di infarti, e di quattro volte il rischio che una depressione, anche se curata, si manifesti di nuovo.


Lo hanno ricordato gli esperti dell'Associazione Italiana di Medicina del Sonno (Aims), che hanno presentato la VI Giornata nazionale del dormire sano, prevista per martedì 21 marzo.


Sono 12 milioni gli italiani che, soffrendo di insonnia, hanno difficoltà di concentrazione e di memoria al risveglio, oltre a manifestare tensione, irritazione e altri disturbi dell'umore.


'Tanto che - spiega Luigi Ferini-Strambi, presidente dell'Aims - tra tutti i pazienti di un medico di famiglia, il 66% ha disturbi del sonno'.


'Eppure - spiega o Mario Giovanni Terzano, ordinario di neurologia del centro di Medicina del Sonno all'Università di Parma - l'insonnia resta ancora un disturbo sotto diagnosticato, la terapia è applicata poco e male e i pazienti spesso autogestiscono il trattamento. In effetti, solo il 16% degli insonni e' curato, il 56% non si cura affatto, il 40,5% rifiuta le cure e il 7,3% ricorre ancora al fai-da-te''.


Ma, come ricorda Gianfranco Parati, primario di cardiologia dell'Istituto Auxologico di Milano, ''i disturbi del sonno non vanno trascurati perche' possono comportare gravi ripercussioni sulla salute, influenzando anche la prognosi di malattie cardiovascolari concomitanti'.


Infatti, hanno spiegato gli esperti, durante il sonno il nostro corpo va in una sorta di 'stand-by', regola cioè tutte le funzioni vitali al minimo per potersi riposare. Quando ci svegliamo l'organismo si 'riattiva' liberando l'ormone dello stress, il cortisolo, e innalzando la pressione sanguigna, in modo da riattivare tutte le funzioni.


Normalmente dormire bene inibisce il rilascio di cortisolo durante il sonno; invece dormire male, confrequenti risvegli notturni o riposando solo per poche ore, fa si' che l'ormone dello stress continui a stimolare il nostro sistema cardiovascolare, letteralmente bombardandolo di stimoli.


'Non e' allora un caso - aggiunge Parati - se la maggiore incidenza di ictus e infarti è alle prime ore del mattino'.


Senza contare che l'insonnia, commenta Giovanni Muscettola, psichiatra all'Universita' Federico II di Napoli, può essere sia causa che sintomo di disturbi come la depressione, tanto che quest'ultima è presente nel 20-35% dei pazienti con insonnia cronica.


'E quando depressione e insonnia sono concomitanti - continua il professore -, bisogna curarle entrambe. Purtroppo non è una cosa così scontata: nelle Linee Guida internazionali per la cura della depressione, infatti, la terapia dell'insonnia non e' ancora stata riconosciuta. E questo nonostante ci siano dati che dimostrano come i disturbi del sonno non curati possono portare ad una ricaduta nella depressione'. Insomma, cosa bisogna fare se si comincia a soffrire di insonnia per lunghi periodi?


Sicuramente consultare il proprio medico, concui discutere un'eventuale cura farmacologica, rispondono gli esperti. ''E non bisogna demonizzare l'uso dei farmaci - conclude Ferini-Strambi -. Un farmaco per la terapia dell'insonnia, usato per 3-4 settimane, può infatti impedire che i disturbi del sonno diventino cronici'.
 
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