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Pericolo aspartame?
La notizia non è da
poco. L'aspartame,
dolcificante artificiale
utilizzato in migliaia
di prodotti dietetici,
sarebbe cancerogeno. A
sostenerlo uno studio
condotto su ratti
dall'equipe di
ricercatori del Centro
di ricerca sul cancro
della Fondazione europea
di oncologia e scienze
ambientali "B. Ramazzini"
di Bologna. Le evidenze
sugli animali sarebbero
molte, sostengono i
ricercatori bolognesi, e
lo studio è di imminente
pubblicazione sullo
European Journal of
Oncology. I detrattori
ovviamente, a cominciare
dai produttori del
dolcificante, non
mancano. Ma che cosa
dice lo studio?
L'accusa
Lo studio ha
preso in esame 1800
ratti (900 maschi e 900
femmine ) sottoposti a
una dieta in cui vi
fossero dosi di
aspartame paragonabili a
una quantità nell'uomo
di 0, 4, 20, 100, 500,
2500 e 5000 milligrammi
per chilo, a partire
dalle otto settimane di
vita fino alla morte
naturale. Una volta
avvenuto il decesso ogni
animale è stato
sottoposto a un'accurata
autopsia, per un totale
di oltre 30mila
preparati analizzati. I
risultati? I primi test
della ricerca, affermano
i ricercatori,
dimostrano che
l'aspartame
somministrato ai ratti
per tutta la vita,
induce un aumento
dell'incidenza di
linfomi e leucemie. Due
le evidenze principali.
Innanzitutto l'aspartame
induce un aumento
dose-correlato,
statisticamente
significativo,
dell'incidenza di
linfomi e leucemie nelle
femmine; tale aumento
statisticamente
significativo è stato
osservato anche alla
dose di 20 mg/kg di peso
corporeo, una dose
inferiore a quella
ammessa per l'uomo dalla
normativa vigente (50-40
mg/kg di peso corporeo).
Come non bastasse
l'aggiunta del
dolcificante al cibo
induce una diminuzione
dell'assunzione di cibo
correlata con la dose
del composto, senza però
determinare una
differenza del peso
corporeo tra gli animali
trattati e non trattati.
In pratica oltre a
essere cancerogeno non
fa neanche dimagrire.
La
difesa
Il problema
non sarebbe da poco,
considerato che il
dolcificante sintetico,
lanciato dalla Monsanto
nel 1981, in sostanza
una miscela di due
aminoacidi, l'acido
aspartico e la
fenilalanina, si trova
in oltre seimila
prodotti: bevande, gomme
da masticare, dolciumi,
caramelle, yogurt e
farmaci come sciroppi e
antibiotici per bambini.
E il suo consumo, solo
in Europa, è di 2000
tonnellate all'anno.
D'altro canto va detto
che un editoriale
comparso sul British
Medical Journal ha
sostenuto come non
esistano conferme dei
presunti danni da
aspartame e che la sua
associazione a diverse
malattie non sia
nient'altro che una
leggenda metropolitana.
In più secondo
Federchimica, in
rappresentanza dei
produttori di additivi
alimentari, e Aiipa,
l'Associazione italiana
industrie prodotti
alimentari, l'aspartame
è uno degli ingredienti
meglio e più
diffusamente studiati al
mondo. Tutti gli studi
effettuati finora,
continuano le
associazioni di
categoria, concludono
che si tratta di un
ingrediente alimentare
sicuro. In risposta,
come ha dichiarato il
responsabile della
ricerca Morando
Soffritti all'Espresso,
è bene sottolineare che
molti degli studi
effettuati risalgono a
diversi anni fa e non
sono stati condotti
seguendo quelli che oggi
vengono considerati gli
standard di qualità
minima, applicati,
invece, dall'equipe
bolognese durante la
ricerca. Inoltre secondo
l'Agenzia internazionale
per la ricerca sul
cancro di Lione, i dati
ottenuti sui topi e sui
ratti in merito alla
cancerogenicità di una
sostanza sono altamente
predittivi anche per
l'uomo. C'è davvero da
preoccuparsi allora? I
risultati
dell'esperimento sono
stati comunicati al
ministero della Salute e
all'Istituto superiore
di sanità. E nella
seconda metà di giugno
anche all'Agenzia
europea per la sicurezza
alimentare (Efsa) e al
National Cancer
Institute del governo
americano. Si attendono
risposte istituzionali,
perciò, ma nel frattempo
l'Efsa invita alla
cautela, visto che per
il momento non dispone
di una base scientifica
per raccomandare
variazioni nella dieta
dei consumatori per quel
che riguarda
l'aspartame.
si ringrazia Marco
Malagutti
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