
Carie dentaria
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Che cos'è - Quali
cause - Come si presenta - Evoluzione - Problemi
associati - Cosa fare - Come si previene
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Che cos'è
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La carie è un processo di distruzione dei
tessuti duri del dente (smalto e dentina)
provocato da batteri. Tale processo si
estende in profondità partendo dalla superficie
con progressiva demineralizzazione e successiva
dissoluzione del dente. La carie deve essere
distinta da altre affezioni degenerative dei
denti che non avvengono su base infettiva quali
l'erosione, l'abrasione, l'usura e la
decalcificazione che pure sono caratterizzate
dallo stesso fenomeno di demineralizzazione
progressiva.
Le varie statistiche riferiscono un'
incidenza intorno al 90% della popolazione.
L'età giovanile è decisamente quella più
colpita. In condizioni normali, fra i singoli
denti appaiono, più soggetti al processo carioso
in ordine decrescente, i primi molari, i secondi
molari, i premolari, gli incisivi centrali
superiori, quelli laterali e i canini. I
soggetti longilinei, rispetto ai brachitipi,
sarebbero colpiti per circa il 40% dei casi.
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Quali cause
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La carie riconosce una serie di cause che devono
essere tutte presenti per innescare il processo:
- l'organismo ospite,
con i suoi denti;
- i batteri;
- il substrato per i
microrganismi (ad esempio, lo zucchero).
L'adesione dannosa dei
batteri sui denti non avviene se prima lo
smalto non ha acquisito un rivestimento organico
("pellicola acquisita"), sul quale i batteri,
grazie alla precipitazione delle proteine
salivari, formano la placca dentale o
"placca batterica". A seconda della collocazione
della placca batterica (sopra o sottogengivale)
si avrà l'evoluzione verso la carie o verso la
gengivite.
È bene ricordare che la placca può anche
mineralizzare e trasformarsi in tartaro. I
fattori che favoriscono lo sviluppo della placca
batterica sono l'inadeguata igiene orale e le
malposizioni dei denti, in quanto risulta più
disagevole lo spazzolamento. Altre condizioni
che favoriscono l'attacco dei batteri sono una
minore calcificazione dello smalto o una saliva
particolarmente densa, fattori, questi, che
hanno anche una componente ereditaria.
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Come si presenta
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La carie comincia con maggiore frequenza sulle
zone più vulnerabili dei denti: superficie
occlusale (faccia masticante dei denti), margine
gengivale, superficie interprossimale (fra i
denti). Nelle fasi iniziali, la carie, a seguito
del processo di demineralizzazione, determinerà
un'alterazione del colore dello smalto dal nero
al marrone. A seguito della dissoluzione del
tessuto dentale si osserverà un vero e
proprio cratere circondato da tessuto dentale
dall'aspetto rosa madreperla. Nelle fasi più
avanzate di distruzione si assisterà alla
frattura di posizioni della corona del dente
che prenderà sempre di più l'aspetto anatomico
tipico del dente stesso. Si può anche assistere
ad una reazione ipertrofica della polpa del
dente che cresce in maniera abnorme riempendo
parte della cavità cariosa. |
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Evoluzione
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Inizialmente la carie comincia sulla superficie
esterna del dente (smalto). I batteri
presenti nella placca dentale, in
presenza di zuccheri, iniziano il
processo di demineralizzazione dello smalto
attraverso gli acidi prodotti dal loro
metabolismo. In questa fase, la carie è
asintomatica in quanto lo smalto è un tessuto
privo di afferenze nervose. Il processo carioso
invade successivamente la dentina sottostante e
generalmente residuano solo delle pareti di
smalto non sostenute e quindi molto fragili.
Spesso queste pareti si fratturano facilmente
sotto il carico masticatorio. La carie si
propaga sempre più vicino alla polpa del dente
che inizia ad infiammarsi (pulpite) e ciò
determina la comparsa della sintomatologia
dolorosa. Questa è evocata da variazioni
termiche, cibi dolci o salati e compressione del
cibo sul dente. Generalmente il dolore scompare
sospendendo lo stimolo.
L'intensità del dolore è direttamente
proporzionale alla profondità della carie.
Se non si interviene terapeuticamente, la carie
della dentina avanza e si avvicina alla camera
pulpare, determinando la pulpite. La pulpite è
quindi un tipico fenomeno infiammatorio
determinato dalla liberazione da parte dei
batteri di tossine in prossimità della polpa. Al
momento della comunicazione diretta tra cavità
cariosa e camera pulpare si verificherà un
processo di necrosi. Le sostanze tossiche
derivate dal tessuto pulpare necrotico,
unitamente alle tossine batteriche, possono
fuoriuscire dal forame apicale della radice del
dente e venire a contatto con il tessuto osseo.
L'organismo reagisce costituendo una barriera
all'avanzamento delle tossine, formando un
granuloma apicale, che inizialmente è
asintomatico, e quindi rilevabile solo
radiograficamente.
Se la carica batterica aumenta ancora o
diminuiscono le capacità difensive
dell'organismo si determinerà l'ascesso
periapicale, che invece è molto doloroso e
determinerà il tipico gonfiore della faccia.
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Problemi associati
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Denti necrotici e lesioni periapicali
costituiscono un'infezione focale, a causa della
possibilità da parte dei batteri o delle
loro tossine di entrare in circolo verso un
distretto dell'organismo lontano dall'infezione
iniziale. Fra le malattie per le quali il
meccanismo dell'infezione focale (malattia
focale) è spesso chiamato in causa per chiarire
l'insorgenza del quadro morboso, le più
importanti sono: malattie reumatiche (artriti,
poliatriti croniche), malattie dell'apparato
urogenitale (nefriti), malattie dell'apparato
cardiovascolare (endocarditi), malattie
ematiche, malattie oculari (retiniti,
congiuntiviti). |
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Cosa fare
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Rivolgersi al proprio odontoiatra di fiducia per
eseguire dei controlli semestrali. In base alla
propria cariorecettività (ossia la tendenza
individuale a cariare i propri denti) valutata
dallo specialista, si potranno utilizzare
prodotti per l'igiene orale più idonei a
proteggere i propri denti e a prevenire
l'insorgenza della carie. |
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Come si previene
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Il metodo migliore per prevenire la carie è
rinforzare lo smalto dei denti attraverso il
Fluoro. Il Fluoro è un minerale presente in
natura, contenuto in numerosi alimenti e
nell'acqua. Questo minerale si è dimostrato
efficace nel ridurre l'insorgenza della carie
del 40 %. La Fluoroprofilassi (ossia l'utilizzo
del Fluoro per prevenire la carie) viene
eseguita negli Studi Odontoiatrici e
domiciliarmente.
Negli Studi si utilizza il Fluoro per via topica
(generalmente in forma di gel o in soluzione)
attraverso delle applicazioni sui denti ripetute
nel tempo (generalmente 4 applicazioni ogni due
anni). A casa, la Fluoroprofilassi viene
distinta a seconda dell'età del soggetto. Nel
bambino (dai 3 ai 12 anni), a seconda delle sue
abitudini alimentari, può essere somministrato
il Fluoro in compresse masticabili (tali
compresse devono essere prescritte dal pediatra
o dall'odontoiatra). Nei soggetti in cui il
processo di calcificazione dei denti è ormai
concluso, si potrà utilizzare il Fluoro presente
in appositi colluttori.
Sarà sufficiente effettuare degli sciacqui di
almeno un minuto due volte al dì ogni sette
giorni ed utilizzare un dentifricio contenente
fluoro. E' bene consultare il proprio
odontoiatra o il suo igienista dentale, anche se
questi prodotti non necessitano di ricetta
medica. Non dimentichiamo, però, che è la
pellicola acquisita (cioè il cibo sciolto nella
saliva) la causa inziale di tutti i problemi,
per cui è bene non perdere l'abitudine di
lavarsi i denti dopo ogni pasto, attrezzandosi,
magari, di uno spazzolino portatile o da
viaggio. |
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si ringraziala
redazione di paginemediche.it |
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