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Viagra La crisi della pillola blu

 

Prescrizioni in calo del 10%. Italia in controtendenza. L’esperto: «il desiderio non aumenta così». In ribasso anche fra i giovani
E adesso andrà a finire che gli over 65 di Milano, quelli che hanno scatenato una bufera politica per difendere l’umanissimo diritto al Viagra, si scopriranno (felicemente?) out . Sorpassati, fuori moda. Perché dall’America, madre di tutte - o quasi - le tendenze, arriva il contrordine: la pillola blu è in crisi. Va da sé che i giochi di parole si sprecheranno, se perfino il seriosissimo New York Times ha dovuto sbilanciarsi, con un titolo che è tutto un programma: «Sales of impotence drugs fall», le vendite dei farmaci anti impotenza crollano. E mentre ai piani alti di Pfizer, Eli Lilly, Bayer e Glaxo (produttori del Viagra e dei suoi «fratelli» Cialis e Levitra) ci si interroga freneticamente su cause e strategie, la gallina dalle uova d’oro si rivela - se non proprio una bufala - una pollastra dalle uova di bronzo.
Le donne e l'ansia da prestazione di Maria Laura Rodotà
VENDITE IN CALO - Il mercato, del resto, parla chiaro. Nonostante le campagne pubblicitarie in grande stile, negli Usa le prescrizioni sono in caduta libera: -10% rispetto al 2004, nel solo mese di ottobre. Quello messo peggio è proprio il «golden boy» Viagra, con una caduta del 20% attutita solo dalla performance del Cialis, unico del terzetto in lieve ascesa. Abraham Morgentaler, urologo ad Harvard, sintetizza in due banalissime righe: «L’idea che ogni uomo che soffra di disfunzioni erettili voglia prendere una di queste pillole, be’, non credo sia esatta». Con buona pace di pubblicitari e bookmaker. Nel 1998, l’anno del lancio, qualcuno a Wall Street predisse che nel 2004 il Viagra avrebbe totalizzato da solo 4,5 miliardi di fatturato. Oggi la pillola blu, insieme alle colleghe gialle (Cialis) e arancioni (Levitra), raggiunge a malapena i 2,5. A frenare le vendite hanno contribuito l’allarme (poi rientrato) su alcuni casi di cecità in pazienti che usavano uno dei tre farmaci e - soprattutto - il prezzo. «Anche in Italia non si scherza: 9 euro a pastiglia, un’enormità». Edoardo Austoni, ordinario di Urologia alla Statale di Milano, conferma i problemi di budget. In un quadro completamente diverso: «Qui il Viagra si sta diffondendo di più e il Cialis ha trovato una sua nicchia, dato che, per la sua azione più lunga, è considerato un farmaco terapeutico e non solo on demand ». E la paura per gli effetti collaterali? «Niente di dimostrato, mentre nuove ricerche hanno sottolineato un effetto benefico del Viagra per chi entra nella fascia d’età a rischio coronarie o ischemia». Italiani in controtendenza, con il rombo blu che conquista gli over 60 come i trentenni, «perché siccome è dimostrato che non fa male, si può prenderlo per quello che gli inglesi chiamano better sex , una sessualità più soddisfacente. A ogni età».
LE CAUSE DELLA CRISI - Se in Italia è tutto sotto controllo, resta da spiegare il disinteresse yankee per l’ex «pillola dei miracoli». C’è chi punta il dito sulla controparte femminile: in molti casi il Viagra è «riservato» all’amante più giovane, perché «c’è il 70enne che vorrebbe ancora avere una vita sessuale e viene frenato dalla partner abituale», ammette lo psicoterapeuta Giacomo Dacquino. «Ma il punto è che con il Viagra spesso la donna si sente usata, vede nel desiderio non l’amore, bensì solo la spinta chimica». Un impasse che si supera solo «educando a non privilegiare più l’orgasmo, ma la comunicazione tra i corpi. Il lancio del Viagra invece era legato a una sessualità da ragionieri, con tutto il rispetto per i medesimi: tanti coiti, tanti orgasmi... Pura statistica». Che sia questo ad affascinare i trentenni italiani, nuovo target delle «pillole del sesso»? Oltreoceano, ancora una volta, sono all’opposto: ai giovani americani il Viagra non interessa, perché - come spiega al N.Y.Times il sessuologo Michael Perelman - «che tu abbia un serbatoio pieno o mezzo vuoto, la tua auto funziona bene lo stesso». In Italia, chiude Dacquino, «siamo in ritardo. I nostri 25-35enni bruciano le tappe della seduzione, si conoscono prima tra le lenzuola che con il cuore. In questo clima, è facile entrare in crisi per una defaillance ». Meglio giocare d’anticipo, con una semplice (e, a differenza della cocaina, innocua) pastiglia blu.
 

si ringrazia Gabriela Jacomella

 

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