In Italia prima chirurgia dolce anti-aritmia

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Primo intervento chirurgico in Italia contro una grave forma di aritmia cardiaca, la fibrillazione atriale. L'intervento è stato eseguito oggi a Brescia su un uomo di 60 anni che da tempo soffriva a causa delle gravi complicanze della malattia

Grazie alla nuova tecnica, finora sperimentata nel mondo solo da cinque centri, l'uomo potrà essere dimesso domani dall'ospedale e trascorrere Natale a casa. L'intervento, presso la cattedra di Cardiochirurgia dell'università di Brescia Spedali Civili, è stato infatti eseguito in endoscopia, vale a dire senza aprire il torace ma tramite piccole incisioni. “Oltre un milione di pazienti in Italia soffrono di fibrillazione atriale e grazie alla nuova tecnica potranno guardare al futuro con maggiore ottimismo”, ha rilevato il direttore della cattedra di Cardiochirurgia dell'università di Brescia, ClaudioMuneretto, che oggi ha eseguito l'intervento.

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Il successo, ha aggiunto, è stato tale che per il 2004 si prevedono già altri interventi dello stesso tipo, finanziamenti permettendo. “Il costo di ognuno - ha detto - è di circa 10.000 euro: non molto in rapporto agli anni di terapia cui deve sottoporsi chi soffre di fibrillazione atriale”. Quattro mini-incisioni inferiori a un centimetro e una mini-telecamera collegata a un sondino hanno permesso oggi ai chirurghi di isolare elettricamente l'atrio sinistro del cuore in prossimità dello sbocco delle vene polmonari per mezzo di una modernissima sonda endoscopica di ablazione. Quest'ultima, sfruttando l'energia prodotta da microonde, ha isolato elettricamente la porzione malata del cuore dalla quale avevano origine le aritmie, impedendo così il ripetersi di questo grave disturbo. Grazie alla minima invasività dell'intervento il paziente potrà trascorrere Natale in casa, ha detto Muneretto.

La tecnica, che non lascia sostanzialmente cicatrici, permette infatti la dimissione del paziente il giorno successivo all' intervento. Si tratta di un intervento “rivoluzionario”, ha rilevato il cardiochirurgo. Si prevede infatti che la nuova tecnica “permetterà di eliminare questa aritmia in più del 90% dei pazienti trattati, migliorando significativamente la loro aspettativa e qualità di vita”. L'intervento è stato condotto da Muneretto, coadiuvato da Gianluigi Bisleri e con la collaborazione della divisione cattedra di Cardiologia diretta da Livio Dei Cas e la Rianimazione Cardiotoracica diretta da Aldo Manzato. La fibrillazione atriale è una forma molto diffusa di aritmia, che colpisce un ultrasessantenne su dieci con gravi ripercussioni sulla qualità della vita. Le cure oggi disponibili, basate essenzialmente su farmaci, permettono di migliorare i sintomi solo in una piccola percentuale di pazienti. Di conseguenza un grande numero di persone (si stima oltre un milione in Italia) è costretto a convivere a lungo con la malattia, con conseguenze che progressivamente si ripercuotono sulla funzionalità del cuore e con frequenti ricoveri in ospedale. In questi stessi pazienti aumenta il rischio di eventi tromboembolici a causa degli effetti tossici legati all'assunzione cronica dei farmaci contro l'aritmia e della terapia anticoagulante.
 

Si ringrazia indicamed di Aventis

 

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