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Sono
sette milioni gli italiani che
soffrono di disturbi dell'udito.
E tra questi ben due milioni di
adulti sono sordi a causa di un
ambiente di lavoro troppo
rumoroso.
I limiti di rumore imposti dalle
normative per la sicurezza sul
lavoro, infatti, non tutelano
sufficientemente le persone, ma
soprattutto non ci sono mezzi di
controllo adeguati. Sono i dati
dell'Associazione italiana per
la ricerca sulla sordita' (Airs)
a poche settimane dalla
'Giornata nazionale per la
prevenzione e la lotta alla
sordita'', in programma il 20
aprile. L'associazione si
occupa, tra l'altro, anche di
promozione e finanziamento della
ricerca scientifica, di
prevenzione e informazione sui
disturbi dell'udito. Gli
ambienti di lavoro rumorosi,
ricorda l'Airs, hanno pesanti
ripercussioni sulla vita dei
lavoratori. Ma anche sull'intera
societa' perche', oltre a
ridurre la produttivita',
l'handicap influisce sulle
relazioni interpersonali della
persona colpita e ha anche
notevoli costi sociali. Le
richieste di indennizzo per
sordita' nel settore
industriale, per esempio, erano
gia' al primo posto fra le
malattie da lavoro nel 1988, con
il 53%. Nel '93 sono balzate al
70%, secondo i dati Inail, e
ancora oggi circa il 50% delle
invalidita' professionali sono
dovute a sordita'. Ma
l'inquinamento acustico, non
solo quello 'subito' al lavoro,
e' dannoso per l'organismo anche
quando non ha effetti patologici
sull'orecchio. Nelle citta' il
livello di rumore ha raggiunto
livelli che superano di gran
lunga i limiti raccomandati
dall'Organizzazione mondiale
della Sanita'. Una situazione
che ha conseguenze negative sul
riposo, sul sonno, sulla
capacita' di concentrazione. E
non solo. L'inquinamento
acustico puo' scatenare reazioni
anche a carico dell'apparato
cardiovascolare, ormonale e del
sistema nervoso centrale.
(segue) (Ram/Adnkronos Salute)
09-APR-05 14:08 |
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si ringrazia la redazione
di Mercurio
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