Le piante di
maggior interesse epidemiologico sono le ANGIOSPERME (cioè dotate di
ovario e fiori ben evidenti) che producono la stragrande maggioranza
di pollini dotati di potere allergizzante. I presupposti
perchè si realizzino le allergie da pollini sono che la diffusione
del polline avvenga tramite il vento, che il polline sia prodotto in
grande quantità e che abbia caratteristiche aerodinamiche tali da
poter essere trasportato a distanza dalla pianta che lo produce. Negli ultimi
anni l'aerobiologia, disciplina che studia le particelle sospese
nell'aria e il loro trasporto passivo, ha dato un grosso aiuto agli
allergologi perchè grazie ai dati di una rete di stazioni di
rilevamento estesa a tutte le nazioni progredite ha permesso la
compilazione di calendari pollinici aggiornatissimi non solo sul tipo
di polline presente nell'aria, ma anche sulla quantità e variazione a
seconda di pioggia o vento. L'esame dei vari
tipi di pollini verrà condotto seguendo l'ordine cronologico di
presenza nell'aria.
La tipica
pollinosi primo-primaverile è quella degli alberi della famiglia
delle Betulacee. Le Betulacee di
interesse allergologico sono, in ordine di fioritura: il Nocciolo
(negli inverni miti fiorisce anche in dicembre); l'Ontano (frequente
nella pianura padana fiorisce in febbraio, marzo); I pollini di
questi alberi hanno una reazione crociata tra loro: il soggetto
allergico al nocciolo risponde anche al polline della Betulla e
viceversa. La pollinosi da
betulla, tipica nei Paesi Scandinavi, diventa sempre più comune anche
in Italia da quando architetti e urbanisti hanno "scoperto"
questo albero. Negli ultimi 15 anni si è assistito a una
proliferazione di betulle soprattutto nelle città della Padania e
parallelamente gli allergologi hanno visto aumentare l'incidenza della
pollinosi da betulla, che dà disturbi da febbraio-marzo a tutto
aprile e in corrispondenza dell'emissione di polline dagli
"Amenti" (volgarmente gattini), che costituiscono
l'inflorescenza maschile della betulla. La pollinosi da
Betulla provoca disturbi di rinite e asma di tutto rispetto per
intensità e durata. Una particolarità di queste pollinosi precoce è
la reazione anche al polline di nocciolo, che contiene gli stessi
antigeni della betulla. Una curiosità
riguardante i soggetti allergici alla betulla è che vanno incontro a
sintomi di "allergia orale" (edema delle fauci, prurito,
senso di soffocamento) quando mangiano nocciole ma anche diversi
frutti (mela, pera, ciliegia, pesca, prugna) e alcune verdure (sedano,
prezzemolo, carota).
I generi più
comuni di graminacee sono Dactylis, Poa, Phleum, Lolium che occupano
come infestanti ogni spazio libero possibile oltre a far parte del
"prato stabile" che è rappresentato da una associazione
vegetale coltivata e
sfruttata nell'alimentazione del bestiame. Il polline delle
graminacee ha un diametro di 30-40 micron e quindi possiede le
dimensioni ideali I disturbi
causati dai pollini di graminacee sono rinite e asma bronchiale. Anche
i soggetti allergici alle graminacee possono andare incontro a sintomi
di "allergia orale" (prurito, edema delle labbra, senso di
soffocamento) dopo ingestione di melone , pomodoro, anguria, arancia,
kiwi.
La pollinosi da
parietaria è rilevante dal punto di vista epidemiologico e chimico,
con manifestazioni che durano 3-4 mesi in Italia settentrionale
(giugno-settembre), ma che possono durare tutto l'anno, con un acme
primaverile e uno autunnale, nell'Italia meridionale e nelle isole. I disturbi
causati dalla Parietaria sono rinite spesso accompagnata da
manifestazioni asmatiche importanti.
La pollinosi di
olivo è caratteristica dell'Italia meridionale (Puglia, Calabria,
Campania) e delle isole e presenta il suo acme nel mese di maggio.
La fioritura
delle composite si verifica nel periodo tardo-estivo (da fine Luglio
ai primi di Ottobre) e le pianta di importanza allergenica sono le
Artemisie, piante infestanti assai diffuse sia in pianura che in mezza
montagna, e l'Ambrosia, di recente insediamento nelle periferie di
alcune grandi città europee, derivate dall'America del nord e dal
Canada. La pollinosi da
composite e, in particolare, da Artemisie è una forma epidemiologica
discreta e chimicamente caratterizzata da rinite e asma bronchiale.
I miceti (muffe
o funghi) sono piante microscopiche, prive di clorofilla, che vivoni
in ogni ambiente, ma che richiedono un elevato grado di umidità e una
temperatura anche superiore ai 10°C per poter crescere e sopravvivono
anche alle condizioni sfavorevoli producendo grandi quantità di
spore. La loro
concentrazione nell'aria dipende sia dall'ambiente esterno (la
presenza di campi di grano o di fienili o di boschi con vegetali in
decomposizione in ambiente umido favorisce la crescita fungina), che
interno (i miceti si sviluppano soprattutto in locali umidi e
scarsamente o affatto ventilati). Substrati
favorenti la crescita fungina possono essere il terreno delle piante
ornamentali, alimenti L'Alternaria è
rinvenibile ubiquitariamente sia in atmosfera libera che all'interno
di ambienti. La massima
concentrazione ambientale viene raggiunta nei mesi estivi e si
mantiene alta anche in autunno. L'Alternaria cresce in particolare
sulle foglie in decomposizione, sulle piante e sulla frutta. La sintomatologia chimica indotta da questo micete è rinitica e/o asmatica con riacutizzazioni estive. |